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PRODUZIONE PROFESSIONALE <–> SPETTATORE PROSUMER <–> PRODUZIONE PROSUMER.

PROSUMERFILM ANALIZZA LE EVOLUZIONI DI QUESTO SCAMBIO. RICERCA I MECCANISMI CHE INFLUISCONO SULLA NUOVA RAPPRESENTAZIONE.

 

A (Stupid) Serbian Film

Parlando con un gruppo di giovani proiezionisti a proposito di quel capolavoro di (non) Film che è LA FIN ABSOLUE DU MONDE di Hans Backovic, ci chiedevamo quali fossero le pellicole maledette e più ricercate.

In molti sostenevamo che l'introvabile, e forse inesistente, Maldolor di Alberto Cavallone fosse la pellicola più emblematica sia dal punto di vista contenutistico che della sua storia di produzione.

Ma uno dei più giovani sosteneva che ci fosse un film ancora più "potente" mai proiettato in versione Uncut per i forti contenuti di violenza ma da un forte tono politico: A Serbian Film.

Sarò stato fortunato, ma ho fatto una ricerca ed ho trovato la versione senza censura su YouTube. Ho cominciato a guardarlo e dopo 15 minuti ho capito che è un film che si può guardare tenendo premuto il tasto Forward a 32X.

Il film è un campionario di stupri e violenze su donne e bambini, estetizzato e compiaciuto, sorretto da un meccanismo narrativo più che banale. Niente di che.

Ma la cosa più ridicola sono le dichiarazioni che ha dato lo stesso regista sul film.

Il giovane regista serbo con qualche soldo in tasca e tanta voglia di far rumore, ha giustificato il film come un'allegoria della Serbia. -grosse risate- Non solo, ha giustificato le varie scene di stupri e violenze affermando che solo guardandole lo spettatore può capire cosa è successo in Serbia. -grossissime risate-

Che la storia della Serbia sia piena di violenza è una realtà ma il film è lontano kilometri e kilometri da un operazione politica e non basta che ce lo dica il regista, anche se appare più una giustificazione che un'auto-interpretazione. Quindi un film stupido.

A questo punto non posso che consigliare al giovane Srđan Spasojević la visione di una pellicola seriamente politica, un film italiano: Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini.